Ausercampania - Profili, Confini, Altri paesaggi

Il ricorso alla tecnica, anzi, per meglio dire alla poetica dell'informale In Giovanni Mangiacapra è innanzitutto una necessità della sua caparbietà vincente-vitalità creativa,che oltrepassa. piegandole at propri fini le limitazioni poste da una condizione dl obbiettive difficoltà, ma questa necessità da esistenziale diventa adesione convinta dell'animo, connotata da una riserva di energie quasi sconcertante e perfino Inquietante quando si applica, come qui, all'universo cittadino.

In un riferimento alla natura, che si poteva cogliere nelle opere precedenti qui Infatti cede il passo all'inversione dell'artista nella quotidianità dell'animale metropolitano, bloccato dal traffico e dal rumore dal veleni a da una folla anonima e nevrotica. il segno pittorico traduce questo impatto.

In una gamma cromatica incorporato negli spessori delle paste, trattate ora ad ampie spatolate, ora a striature, che rendono la superficie pittorica mossa e vibratile.

Attraverso la trama si intravedono strati profondi, più Interni, pur nella continuità del tessuto pittorico, prospettive che, intersecandosi o addensandosi introducono una ricerca centrata sull'implosione delle cose, quando vengono a contatto con l' occhio dell'artista.

Nei quadri I colori accesi e talvolta quasi esplosivi si ombrano e si maculano qui con più Insistenza dl bruno, a significare lo scuro avvertimento di un'innegabile malessere esistenziale.

Questa -pittura vuole farsi metafora dell'esistenza quotidiana e Insieme storica, esistenza martoriata, sguassata dal vento dl passioni intorpidite spesso mutilate nelle più legittime attese. Nell'accumulo spazio - temporale dl tutti I gesti consumati nell'esecuzione dell'opera  il pittore sembra tuttavia attingere dalla sua inesausta vitalità la tensione verso "un'altrove" non isolo del sogno o del ricordo , ma anche del progetto e della visione. E se la si può legittimamente definire " un'opera aperta" spetta a noi dare un senso a quello che fa affidandosi all'espressività autonoma della materia pittorica.

Si può cogliere allora nel suo lavoro, affiorato nelle risonanze della profondi dell'inconscio  domanda, che  Insieme anche un 'appello  a quali energie sommerse e/o misteriose riesca ad attingere la vita magmatica, veramente "Informale "della megalopoli e In particolare (non dimentichiamo che Mangiacapra é napoletanissimo) dl questa sorprendente Napoli oggi più che mal segno dl lacerante odio amore.

Non ci sono nelle tele allusioni alla città da cartolina illustrata, bensì non manchino contorni o nodi figurali Interne ma ci sono i colori e le energie di Napoli, le domande e le proposte di un napoletano, e c'é la speranza.

a cura di Maria Rosaria Luongo Mazzarino.

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