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NapoliOnTheRoad

Intervista a Giovanni Mangiacapra di Laura Canevali, NapoliOnTheRoad:

"La cultura è un bene che deve essere usato da tutti, è come il cibo.. negarla è come negare un diritto.”

Giovanni Mangiacapra, terminata la sua esposizione al Maschio Angioino, si racconta artisticamente a Napoliontheroad.

 

STURM_parati

http://www.napoliontheroad.it/

 

 

Giovanni Mangiacapra è un pittore napoletano che inizia la sua attività artistica negli anni 70, con una mostra collettiva organizzata dal centro Don Gnocchi di Parma. Dalla curiosità iniziale passa ad uno studio sempre più impegnativo che lo porta dall’arte figurativa alla forma astratta, in cui si riconosce a pieno grazie anche a quella disabilità che lo facilità nell’esprimere la sua personalità.

Così Giovanni (mi chiede di dargli del tu) mi spiega la sua visione della pittura e della cultura in generale, che considera “un’opportunità” importante quanto i più basilari diritti. “Perché l’arte è un modo di mettersi relazione con altri” e non un privilegio esclusivo di pochi.

Si perché lui si considera una persona positiva, cui piace essere sempre in movimento (ne sono una prova gli impegni che lo attendono fino all’estate e che lo vedono coinvolto anche all’estero) non solo in senso artistico, ma anche in prima linea nel sociale.

Non è un caso che la sua pittura sia anche un atto di denuncia oltre che un bisogno d’esprimere la propria creatività. Cosa oramai rara e che ci fa ricordare i più bei nomi di intellettuali che l’Italia abbia mai avuto.

 

Come sei approdato alla pittura?

Il mio approdo è stato  alla Don Gnocchi di Parma dove ho avuto la possibilità di mettermi in gioco e imparare le tecniche perché l’arte è un modo di mettersi relazione con altri.

 

Per molte persone l’handicap è una questione di svantaggio. Quanto ti ha limitato ma anche aiutato nella sua pittura?

Ma nel mio caso potrei dire che è stato un vantaggio. Essendo astrattista non ho bisogno di forme, quindi direi che mi ha aiutato.

 

Hai dichiarato di non voler seguire correnti per la sua pittura. Come mai questa scelta?

Ho deciso di farlo quando sono entrato a contatto con l’astrattismo, ma non vuol dire che non ho subito contaminazioni attraverso la conoscenza delle tecniche che sono la base per chi voglia intraprendere questa scelta.

 

Come è cambiata la tua pittura in questi anni? Quali sono i temi che la influenzano?

All’inizio facevo paesaggistica figurativa rappresentavo la realtà con colori grigi, poi mi sono liberato e sono entrato a contatto con l’astrattismo con cui creo, denuncio in maniera più libera attraverso i colori. Mi considero una persona positiva.

 

I tuoi colori sono molto intensi e al tempo stesso sensibili e delicati. Se dovessi dare una definizione alla tua pittura come la definiresti?

Il colore è la mia anima rappresenta ciò che sento, una battaglia di relazioni quotidiane, tutto. Amo i colori vivi, la luce. Trovo che sono una grande espressione dell’occhio, ma anche della luce che ti circonda.

 

Che cosa è più difficile da tradurre in un quadro? Che cosa ti provoca maggiormente da voler mettere su tela?

Tutto parte dalle osservazioni di ciò che vedo,  che non sempre si concretizza in ciò che voglio, a volte nasce un’altra idea, dipende. A volte mi blocco per mesi per tradurre ciò che intendo in pittura.

 

Qualcuno ha detto che hai una visione Montaliana della tela. Secondo te la poesia influenza la pittura? Se si quanto la influenza?

Abbastanza. C’è un buon rapporto tra le due forme. Nel mio caso dipende dallo stato d’animo che ho.

 

Secondo te le correnti moderne offrono spazio a chi voglia intraprendere la carriera di pittore al giorno d’oggi e che consiglio daresti a chi volesse iniziare questo percorso?

Non c’è una grande possibilità al giorno d’oggi. A chi volesse iniziare lo incoraggerei, ma gli direi che non si fanno i soldi e che è molto faticoso. Fare arte significa anche mangiare arte, vuol dire leggere, confrontarsi, nutrirsi e non basta dire faccio arte.

 

Secondo te la pittura come la cultura è giusto che rimanga prerogativa di circoli chiusi?

Assolutamente no. La cultura è un bene che deve essere usato da tutti, è come il cibo. Tutti dovrebbero avere questa opportunità e negarla è come negare un diritto.

 

Tu sei  su FB. Quanto credi che Internet e i social network possano aiutare lo scambio di idee tra artisti?

Internet è importante, avere un sito va bene per farsi conoscere, ma fb lo rifiuto ho solo una pagina artistica. Preferisco il contatto diretto, anche se non nego che mi serve.

 

Quali sono i suoi progetti attuali e futuri?

In questo periodo ho una serie di eventi preparati fino all’estate prossima. Collaboro con associazioni per dare un contributo nel sociale e in senso artistico con varie gallerie come Bologna, Trieste, ad es. Mi piace collaborare con vari artisti. L’anno scorso ho fatto una personale al Maschio

Angioino. Presto andrò in Belgio. Si sono molto impegnato. Amo essere sempre in movimento.

 

 

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