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L'Astratto dell'Anima e della Mente

BOLOGNA_COPERTINA

 

 

 

Sabato 3 Novembre 18.00, presso la Galleria d'Arte IL PUNTO in Via S. Felice 11/E (Bologna) Giovanni Mangiacapra presenterà la mostra intitolata:

"L'Astratto dell'Anima e della Mente"

 

Grazie alla mostra, che prende il nome dall'interessante ed attenta critica della giornalista Marina Zatta (rivista Artantis), l'artista avrà il piacere di presentare i suoi ultimi lavori pittorici.Nelle sue opere, si denota una profonda ricerca sull'arte astratta, Mangiacapra si distingue per la sua particolare capacità di coniugare l'impulsività dell'espressione dei suoi sentimenti con la razionalità della ricerca di equilibrio del colore, del segno e della materia. L'artista mescola volontariamente questi due elementi, nelle sue opere le briglie sono sciolte all'espressione della sua anima ed al contempo conserva la ferma determinazione a domare questa espressività con la razionalità.  Questa capacità, che gli permette di esprimere liberamente se stesso, è in grado di creare anche un rapporto immediato e diretto con il mondo esterno.  

I lavori che saranno presenti nella sua mostra personale a Bologna rappresentano questa sua visione, attraverso ampie zone realizzate con pochi colori contrastanti tra loro, segno di una narrazione sempre più sintetica e contestualmente più matura.In queste opere, l'artista sceglie di dire poche cose, ma forti e senza incertezze. Lo dimostrano la pennellata vigorosa e potente, una selezione cromatica che sfrutta il conflitto fra toni più scuri e colori più accesi.E' ancora una volta il segno di una grande maturità, artistica e umana, della coraggiosa ricerca di un equilibrio tra opposti, del grande impegno dell'artista nella conoscenza di se stesso e nella sua evoluzione.

 

prove-di-gialloProve di giallo 2012 - tecnica mista, cm 60x60

 

 

Catalogo completo della mostra

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Marina Zatta:

Ho conosciuto Giovanni Mangiacapra dieci anni fa e da allora seguo il suo lavoro molto attentamente.

Ciò che mi ha sempre colpito nelle opere di Giovanni è la sua capacità di coniugare l’impulsività dell’espressione dei suoi sentimenti con la razionalità della ricerca dell’equilibrio del colore, del segno e della materia.

In alcune opere prevale il desiderio di manifestare liberamente il suo sentire, in altre prende il sopravvento la razionalità con cui ricerca una sintesi artistica al segno astratto, ma sempre entrambe le componenti sono ampiamente rappresentate.
Questo ritengo sia il segnale dell’originalità dei lavori di Mangiacapra; negli anni la ricerca dell’arte astratta si è evoluta su diversi binari, alcuni fatti di componenti maggiormente razionali, altri più “anarchici”, maggiormente tendenti alla libera espressione dell’anima dell’artista e, naturalmente, queste due parti non sono mai state del tutto scisse tra loro, si sono mescolate esattamente come si mescolano nella vita la cerebralità e il sentimento.

Quello che però distingue Giovanni sulla scia di questo percorso è la volontaria mescolanza di questi elementi, la deliberata scelta di lasciare nelle sue opere le briglie sciolte all’espressione della sua anima, e al contempo la determinazione a domare questa espressività con la razionalità.

Questa è una strada intelligente e coraggiosa, poche sono le persone capaci di intraprenderla, nell’arte come nella vita. Esprimere liberamente sé stessi significa conoscersi, non aver paura del proprio sentire né di esternarlo. Decidere di razionalizzare il manifestarsi delle proprie emozioni significa andare oltre il conoscersi, vuol dire relazionarsi col mondo intorno a sé. Mescolare questi due elementi è cosa ardua, ma è anche l’unica strada che l’uomo può percorrere se vuole progredire, creare civiltà e cultura. Conoscersi e narrarsi al Mondo è da sempre il cammino dell’evoluzione dell’Uomo.

Se avessimo solo preso coscienza dei nostri sentimenti e li avessimo espressi con la massima libertà il nostro comportamento sarebbe stato naturale e sincero, ma non dissimile da quello degli animali. Se avessimo intrapreso la strada dell’estrema razionalizzazione sociale avremmo probabilmente creato delle comunità perfettamente logiche, ma inumane.E’ la mescolanza di questi due elementi che ha caratterizzato la nostra evoluzione.
Decidere di rappresentarli in un’opera d’arte significa scegliere di narrare oltre al Sé anche l’Uomo nella sua visione storica più ampia.
E’ una narrazione epica.
Nei suoi ultimi lavori, che saranno presenti in una mostra personale a novembre presso la galleria Il Punto di Bologna, rappresenta la sua visione attraverso ampie zone realizzate con pochi colori contrastanti tra loro. E’ il segno che la sua narrazione si fa sempre più sintetica e contestualmente più matura; Giovanni in queste opere sceglie di dire poche cose, ma forti, determinate, senza incertezze. Il tratto è come sempre vigoroso, scientemente potente, ma la selezione cromatica vira spesso su temi delicati, oppure sfrutta i toni più scuri per attenuare i colori più accesi.
Anche questo denota un cammino maturo, sentire il colore non solo nelle sue espressioni più nette ma anche nei suoi toni più sfumati e collegarlo, con l’ossimoro di un armonico contrasto, ad un segno caratterizzato da una energica robustezza significa, nuovamente, ricercare un sintesi narrativa, l’equilibrio tra Yin e Yang che gli uomini rincorrono da millenni.

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