Segno e Anima

Segno e anima.

La ricerca del bianco tra luce, forma e colore nella poetica di Giovanni Mangiacapra

Giovanni Mangiacapra è una figura di pittore intellettuale meridionale, cui non siamo più abituati: in lui arte, poesia ed impegno civile si fondono armonicamente, nel tentativo di leggere ed interpretare il mondo e l'interiorità e portare questa relazione a rappresentazione. Giovanni è un pittore che ha fatto della lezione dell'astrattismo e dell'informale una grammatica, attraverso cui leggere e narrare emozioni e contraddizioni del rapporto tra realtà e soggettività, nel tentativo di ricomporre la distanza tra il percepire e l'esprimere. Nella sua pittura il colore si presenta come una “sensazione” che la luce può restituire mettendo in scena passioni, emozioni, dolori e contraddizioni di un rapporto difficile con la società e l'ambiente.

Il suo rifiuto del figurativo, in parte dettato da contingenze esistenziali, materializza un rapporto tra gesto artistico e materia, che ricorda la lezione su “Astrattismo ed empatia”,  impartitaci da Wilhelm Worringer, grazie alla quale sappiamo che il gesto stesso può essere assunto come arte, noi potremmo dire in un “astrattismo informale”, manifestando “l'intenzionalità dell'artista” nel rifiuto di una “forma”, che possa essere considerata come filtro e limite imposto dalla ragione alla libera espressione dell'interiorità psichica ed emozionale. In questo modo l'artista napoletano persegue l''incrocio tra il regime dello sguardo e quello delle emozioni, al fine di dar vita ad una pittura vitale e ben strutturata che si presenta come una manifestazione della forza stessa della materia e della soggettività che ad essa si rapporta.

In quest'ultima fase della sua produzione l'attenzione è posta sulla ricerca di una purezza espressiva capace di alleggerire la stessa astrazione, attraverso una sperimentazione sul bianco, la sua interazione con le forme ed altri colori. Il cromatismo gentile, ma al contempo incisivo, il tratto forte e aggraziato, e i segni disseminati nelle sue opere rendono i quadri di Giovanni Mangiacapra un eco poetico della materia, dal quale emerge un rapporto quasi alchemico con la natura: è come se ogni colore incarnasse il suono, il peso e l'essenza degli elementi naturali e questi fossero messi insieme alla ricerca di una trasmutazione poetica della realtà.

Roberto Mastroianni

Università di Torino

 


Exhibition


 

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