Colore in Progress

Presentazione di Angelo De Falco Maggio 2002.

Colore in Progress di Giovanni Mangiacapra.

Per Giovanni Mangiacapra dipingere non è solamente un fatto di ispirazione artistica” ma deve anche possedere una sua tangibilità fisica?intellettuale nel quale si presenta e comunica agli altri uomini, dipingere è uno strumento di riflessione, di proposta, la tela è una spaziosa trama da riempire con fitte e forti spatolate, e con pennellate materiche’ in cui proiettare le proprie percezioni, sensazioni, emozioni; il colore è la ricerca di un linguaggio espressivo semplice e vigoroso con cui dare forma e aderenza a sua voce interiore.

La sua pittura informale è quindi lo strumento naturale con cui il mondo visibile è filtrato dalla Mente e ridonato ai nostri occhi come pura emozione. Si deve alla concezione aristotelica della presenza di un luogo in cui si procede nella conoscenza dalla materia finita e densa alla non materia fluida, evanescente e impalpabile, come in questo luogo del pensare si va dalle forme nette precise e conosciute alla non-forma, informale.

. in questo luogo l’anima vaga e capta pensieri, forme, colore, che elabora in modo efficace nella trasmissione comprensibile agli altri o li conserva così come sono primordiali, non definiti nella propria emozione interna. Mangiacapra ama manipolare il colore da renderlo materico, fattolo proprio fino a sentirlo iniziale e parte di sé, e con gesti precisi lo restituisce alla tela e al mondo visibile.

Le sue tele sia monocromatiche che policrome riproducono come fanno vedere le sue emozioni. Quando egli viaggia nello Spazio in cui il Tempo è Eterno, riporta la visione di frammenti di Vita in cui il prima e il dopo dei tempo attuale non ha significato , ma semplicemente sono verità visibili.

L’Informale ha la sua grammatica e la sua sintassi per questo nelle opere di Marigacapra è visibile l’articolazione del suo discorso. Sono quasi visibili i silenzi, i suoni, il turbinio dei rumori, l’eros e il tanatos. La tela è il suo diario infinito in cui i vuoti e i pieni convivono con la narrazione della prosa e la musicalità della poesia

L’intensa attività di ricerca che continuamente accompagna il suo fare Arte è anche un segno che la non forma del dipingere è collegata ad un’aderenza critica della quotidianità d’uomo di pensiero e di uomo impegnato nel sociale, ed ancora rimane persistente il suo amore della natura, così come si manifesta quella natura che per Mangiacapra rimane un’alleata privilegiata nel percorso della sua conoscenza.

In una sua confidenza mi riferiva che voleva dedicarsi a tempo pieno alla pittura, credo che questo suo desiderio possa realizzarsi perché la sua creatività ha interessati strumenti operativi che rendono congruo e intelligibile il suo fare Arte.

Angelo de Falco